
Coltivare Legalità è un progetto di rigenerazione ambientale, educazione e cittadinanza attiva che nasce su un terreno di via Quintosole, a Milano, confiscato alla criminalità organizzata e affidato alla Cooperativa Madre Terra nel febbraio 2022.
Sostenuto dalla Fondazione Comunità Milano e dalla Fondazione De Agostini, il progetto trasforma il bene confiscato in una realtà agricola sostenibile e in un luogo aperto al territorio, dove promuovere la cultura della legalità e del riutilizzo sociale dei beni sottratti alle mafie.
Che cosa fa il progetto
Coltivare Legalità mette in relazione rigenerazione ambientale ed educazione alla legalità. Alla cura e alla trasformazione del terreno si affiancano attività rivolte alle nuove generazioni sui temi dell’antimafia, della cittadinanza responsabile e del valore dei beni confiscati.
L’agricoltura diventa così uno strumento educativo concreto: prendersi cura della terra significa prendersi cura di un bene comune. L’obiettivo è contribuire alla formazione di nuovi “Coltivatori di Giustizia”, cittadini consapevoli e attenti alla tutela del territorio e della comunità.
Dove si svolge
Il progetto si sviluppa in via Quintosole, nel Municipio 5 di Milano, su un terreno confiscato a un clan mafioso e preso ufficialmente in carico dalla Cooperativa Madre Terra nel febbraio 2022.
Qui sono stati realizzati una food forest, un frutteto per la produzione di piccoli frutti e un Healing Garden, co-progettato e arricchito attraverso laboratori con gli studenti.
Il terreno diventa così un luogo di incontro tra agricoltura, educazione e territorio, mostrando concretamente come un bene sottratto alla criminalità possa essere restituito alla collettività.
Destinatari
Coltivare Legalità coinvolge in particolare gli studenti delle scuole primarie e secondarie del Municipio 5 di Milano, attraverso laboratori educativi e attività pratiche sul terreno.
I ragazzi partecipano direttamente alla trasformazione e alla cura dello spazio, sperimentando un percorso che unisce legalità, sostenibilità e responsabilità condivisa.
Il progetto si apre inoltre alla comunità, con l’obiettivo di fare del terreno un polo di cittadinanza attiva e di diffusione della cultura del riutilizzo sociale dei beni confiscati.
Attività principali
Le attività uniscono educazione, agricoltura e rigenerazione ambientale e comprendono:
- workshop sui temi della legalità, dell’antimafia e del riutilizzo sociale dei beni confiscati;
- laboratori educativi e pratici con gli studenti;
- cura della food forest, del frutteto di piccoli frutti e dell’Healing Garden;
- riforestazione e attività per la rigenerazione del suolo;
- piantumazione di fiori per favorire gli insetti utili e la biodiversità;
- concimazione organica e consociazioni botaniche.
Le pratiche agricole diventano parte del percorso educativo, permettendo ai partecipanti di sperimentare concretamente il significato della cura di un bene comune.
Legalità e sostenibilità
Coltivare Legalità unisce il contrasto alla cultura mafiosa alla promozione di un modello rispettoso delle persone e dell’ambiente: contro ogni mafia e ogni forma di sfruttamento ambientale e sociale.
Il progetto aderisce ai principi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, contribuendo in particolare all’Obiettivo 8 – Lavoro dignitoso e crescita economica e all’Obiettivo 12 – Consumo e produzione responsabili.
Obiettivi
- Restituire alla comunità un bene confiscato attraverso il suo riutilizzo sociale e produttivo.
- Promuovere tra le nuove generazioni la cultura della legalità, dell’antimafia e della cittadinanza attiva.
- Coinvolgere gli studenti in esperienze concrete di cura e responsabilità condivisa.
- Rigenerare il terreno attraverso pratiche agricole sostenibili e attente alla biodiversità.
- Creare uno spazio di incontro e condivisione aperto al territorio.
- Diffondere la conoscenza e il valore sociale dei beni confiscati.